Ping-pong

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Il Centrodestra scende in piazza contro la Finanziaria. Sembra che la Politica stia cambiando Polo Nord magnetico, le parti si ribaltano e le differenze tra gli schieramenti elettorali si assottigliano. Ma non è certo questa, superficiale, la considerazione da fare in merito, ne esistono di più serie e più drammatiche.

Il fatto è che le destre stanno ricalcando il progetto di egemonia dell’opinione pubblica che le sinistre hanno attuato dalla Liberazione in avanti. Fallito il proposito piduista, probabilmente ai leader di quest’area politica è apparso chiaro che solo gli avversari avessero intuito per tempo quale fosse il sistema migliore per garantirsi il controllo delle piazze e della cultura. Allora Forza Italia improvvisamente si accorge di aver costruito un partito sotto una campana di vetro, distante dalla gente ed elitario, e corre ai ripari per aumentare la propria presenza sul territorio e il dialogo con la base. I missini trasformano in senso democratico sé stessi a Fiuggi (ma è storia vecchia). La (ex) Casa delle Libertà cerca l’esperienza di massa e di piazza, da sempre terreno di esclusiva pertinenza delle sinistre. Anche l’apparato intellettuale e culturale viene stimolato a rinascere, dopo mezzo secolo di polvere ed impossibilità di proferir parola.

Preoccupante, tutto ciò è tremendamente preoccupante. Come quando si assiste alla lotta di due enormi aziende che competono nello stesso settore di mercato soffiandosi clienti reciprocamente e battagliando a livello commerciale con ogni mezzo disponibile, anziché differenziare i prodotti e rendersi riconoscibili. Il rischio che si finisca con il costituire un cartello ai danni del consumatore è elevatissimo, e il consumatore –nel caso della politica- è il cittadino elettore. I Partiti Unici rappresentano, almeno idealmente, un cartello.

Dalla bolgia del gioco di scambio di ruoli si è tirata fuori l’Udc con mossa politicamente azzeccata, con la lungimiranza di chi sta già pensando a come conquistare la prossima Legislatura sebbene la corrente sia da poco iniziata, con l’occhio vispo del falchetto che con una picchiata mette fuori gioco e fuori uso il piccione presunto leader dello stormo, assumendo la carica di terzo gaudente tra i due litiganti.

Convergere al Centro tagliando fuori le aree estreme, ecco lo schema del post-bipolarismo, almeno nella testa canuta di Casini, e non solo nella sua. La strada verso i Partiti Unici agevolerà questa strategia, i moderati-cuscinetto non resteranno schiacciati nel sandwich, attutiranno il colpo come la loro formazione li ha addestrati a fare, e dal contatto con chi sta alla loro destra ed alla loro sinistra cercheranno di ottenere il massimo, cercheranno di strappare pezzi, di adescare deputati, di trattenere senatori, per ingrossare le proprie fila e ritornare forti.

Attraversiamo una stagione transitoria, il sistema politico è fortemente dinamico perché sta cercando in ogni modo una strada per uscire dall’empasse, ma tutta questa frenesia somiglia più agli ultimi colpi di coda del mostro abbattuto, che al vitale scorrere e gorgogliare della sorgente d’acqua limpida, somiglia ad una isterica partita di ping-pong, due racchette agli antipodi del tavolo e la pallina centrista che rimbalza dall’una all’altra. Non manca molto perché i contendenti finiscano al suolo stremati e lascino cadere anche la pallina, speriamo solo siano pronte le nuove, giovani leve.

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