Veneto orientale

by

di Stefano Collovini

Se mi consentite vorrei tornare sulle questioni del Veneto Orientale.

A pagina 39 de “La Nuova di Venezia e Mestre” di oggi, troviamo un articolo che tratta del passaggio del comune di Cinto Caomaggiore dal Veneto al Friuli. Nonostante gli articoli escano da oggi senza firma (vederne i motivi a pag. 10 dello stesso giornale), non è difficile riferire la firma al Signor Gian Piero Del Gallo, fatto non marginale visto che lo stesso abita ed esercita appunto in quel di Cinto.

Entrando nel merito di quella che è un’intervista al sindaco di Cinto, Bagnariol, do ragione al Del Gallo (cosa che mi riesce di per sé difficile) quando nell’incipit scrive che gli interessi della Regione Friuli per Cinto sono tutti atti a far sì che questo diventi la testa di ponte per arrivare alla “conquista” di San Michele (leggasi spiaggia di Bibione).


Contesto invece che il fatto di comprendere nella quota “quorum” del referendum i voti dei residenti all’estero sia “un’interpretazione”. Ricordo al Del Gallo che fino a prova contraria esiste legislazione in merito e, ciò non bastasse, ricordo che tale sistema è come ben sappiamo adottato anche a livello nazionale per le elezioni politiche nonché introdotto dal centrodestra.

Riguardo invece alle dichiarazioni di Bagnariol, do atto al sindaco che l’area di confine del Veneto Orientale sia stata lasciata ai margini dalle istituzioni politiche superiori, e qui sarebbe bene aprire in seguito una riflessione sulle giuste rivendicazioni del veneto orientale di costituirsi in provincia (quant’è lontana Venezia…). Ma proprio per questi motivi lo stesso sindaco deve spiegare: se come dice non è un problema di amministratori, ma di politici (così intanto lui se ne lava le mani) come si possa considerare l’assessore regionale Chisso e la Regione Veneto un’entità amministrativa e non politica! Lo stesso Bagnariol si incarta quando dichiara che la politica era “convinta che sarebbe stato sufficiente realizzare alcuni lavori….” Ma è proprio qui il nocciolo della questione! Chi ha portato i lavori pubblici a Cinto, a Pramaggiore, a Gruaro? Se non ho un abbaglio mi pare di capire che i contributi sono arrivati dalla Regione Veneto (leggasi Chisso)…e quindi giù rotonde, giù piste ciclabili, ecc…ma la politica del territorio è questa? Una rotonda una tantum? Una pista ciclabile una tantum? Quindi Bagnariol prima addossa ai politici le colpe delle spinte friulaniste, poi disconosce che quei politici siano gli stessi a lui vicini! Mi sembra una netta contraddizione!

Dopodiché Bagnariol ci dà saggio di non conoscere nemmeno ciò che amministra: “…la politica….ha prospettato una nuova provincia con San Donà, senza considerare le difficoltà di rapporto tra le due realtà….che puntava invece all’interregionalità dei servizi….”. Mi scuserà il sindaco, ma vorrei far notare che i servizi interregionali esistono da tempo e sono gestiti a livello di ambito interregionale almeno da qualche lustro…o vogliamo disconoscere l’esistenza storica dell’ex acquedotto basso livenza, ora acque del basso livenza s.p.a.???  Per non parlare delle linee di trasporto pordenonesi atap, e qui il sindaco non può non sapere che le stesse servono tra l’altro il collegamento Pordenone/Portogruaro passando proprio per il comune di Cinto!!!

Io non credo che l’idea di una nuova provincia sia sorpassata, anzi! Per il Veneto Orientale poco importa se sarà provincia di Venezia o area metropolitana di Venezia: in entrambe i casi questo territorio non conterebbe nulla e i problemi di lontananza e marginalità non sarebbero superati. Per avere veramente voce in capitolo per lo sviluppo del nostro territorio dobbiamo cercare la continuità territoriale, culturale, enogastronomia, turistica, industriale, commerciale, infrastrutturale e quant’altro. Le esigenze del veneto Orientale sono completamente diverse da quelle dell’area di Venezia e della sua cintura.

La provincia della Venezia Orientale è l’unica soluzione per ridare slancio a un territorio con grandi potenzialità, per ora inespresse, ma non ancora perdute.

Una Risposta to “Veneto orientale”

  1. bepivenezian Says:

    Che scatole con sta storia della provincia del Veneto orientale ( o Venezia orientale di si voglia). L’unica soluzione, è sempre e cmq una città mentropolitana che includa Padova-Venezia-Treviso, al di fuori di questa aggregazione Venezia, S. DOna ecc non potranno mai essere competitive sullo scenario internazionale… certo che se si vuole continuare con il piccolo/piccolissimo cabotaggio allora creiamo pure nuove e inutili provincie.

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