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Partire da Bassano del Grappa, tre amici in Vespa 50, senza casco, un sacco a pelo, qualche maglietta e pochi soldi in tasca, quasi niente. Partire, e dopo un mese di viaggio ed incredibili avventure arrivare a Ibiza, quando ad Ibiza c’erano solo sabbia, palme e molti fricchettoni liberi e felici.

Una dimensione sconosciuta oggi, priva di timori e pregiudizi. Morire per cinque dollari non era uno dei rischi da mettere in preventivo, essere rapiti dai predoni nemmeno.

A distanza di quattro decenni quella possibilità di muoversi liberamente –di spirito e di fisico- non esiste più, in barba all’abolizione delle frontiere e ai voli intercontinentali low-cost.

Il provincialismo è diventato un rifugio molto più di quanto non sia stato qualcosa da cui rifuggire, l’identità si misura nello spazio della Città, del Comune, della frazione, del luogo ove un’identità è ancora identificabile, e la paura vive al di fuori di quel perimetro anche se in realtà ci segue fin dentro le mura di casa.

La confusione nella gestione di queste correnti di sentimenti si palesa poi nell’insurrezione popolare in occasione dell’apertura di una scuola italo-islamica a Milano e nella concessione da parte di frati Cappuccini di un terreno per costruire una Moschea, comportamenti agli antipodi che danno la sensazione che il popolo italiano non abbia ancora raggiunto una maturità di coscienza che gli permetta di muoversi come una entità unica, un popolo appunto. Naturalmente le differenze di opinione sono sempre da rispettare, ma è anche vero che persone mature e pensanti riescono sempre a trovare un punto d’accordo che preservi il bene comune.

Vivere la dimensione locale è rifugio nella misura in cui include una proiezione all’esterno, diventa invece prigione in quella in cui tale proiezione è inesistente, in cui si tende all’implosione.

È forte questo contrasto quando si entra dal fruttivendolo di paese gestito da due sorelle anziane che non si sono mai sposate e che abitano nella casa adiacente il negozio, trovandoci dentro il ragazzino dello stesso paese appena rientrato dalla vacanza-studio negli Stati Uniti, mandato dalla mamma a comprare un chilo di carote e due cipolle. Non esiste frizione in questo, semplicemente si percepisce un distacco, un distacco che si sta lentamente riducendo, un equilibrio che si sta ricreando facendo in modo che le anziane fruttivendole ed il ragazzino abbiano di nuovo un piano comune di confronto. La dimensione locale diventa sempre più ancoraggio nell’oceano globalizzato, quella del migrante non per scelta continua a rimanere figura mesta.

Probabilmente non si potrà mai più partire da Bassano del Grappa, tre amici in Vespa 50, senza casco, un sacco a pelo, qualche maglietta e pochi soldi in tasca ed arrivare ad Ibiza, ma sarebbe ancor più triste partire per andare non sapendo dove tornare.

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