Per arrivare al partito democratico serve un rinnovamento autentico, di Franco Conte

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Riceviamo e pubblichiamo di seguito l’intervento del consigliere comunale Franco Conte che gia’ in passato ha espresso su questo stesso blog alcune sue idee circa il partito democratico:

Franco Conte, Consigliere comunale di Venezia:Tutti quelli che nel 2010 vorranno evitare altri 5 anni “alla Galan” debbono usare un linguaggio franco e pronti ad una diagnosi anche dolorosa. Oggi è possibile perchè, per fortuna, non siamo a ridosso di elezioni. Massimo Cacciari, ha recentemente teorizzato l’ineludibile approdo al Partito Democratico, indicato come una prospettiva necessaria…….la casa dei riformisti……Il tutto con la consueta ars oratoria, con l’indice verso il futuro ed il volto ascetico del profeta. Anche la sofferta decisione di candidarsi a Sindaco aveva dato la speranza di un corso nuovo in Comune. In pochi mesi, nei fatti, le motivazioni nobili di una politica nuova -la parola magica era “discontinuità”- si sono dissolte. Vinti e vincitori, maggioranza e quasi tutta l’opposizione, hanno trovato o ritrovato una porzione di spoil-system (traduzione in inglese del più banale termine:bottino).L’altra sera a Caorle, al Festival nazionale della Margherita, si gareggiava a chi voleva di più il Partito Democratico.Ma come si può essere credibili a promettere ancora che “in Europa” aderiremo ad un gruppo autonomo, né Partito Popolare né Partito Socialista. La gente non si è dimenticata come alle precedenti elezioni europee, ancora a spoglio in corso, Margherita e DS si sono mangiati la promessa solenne che la lista unitaria non era tattica elettorale ma un passo deciso verso il Partito Democratico.Quando Rutelli ha messo lo stop a Prodi che voleva liste unitarie in tutte le Regioni, con l’80 % del partito dalla sua …. Cacciari gli ha tenuto bordone (salvo poi cavalcare i clamorosi risultati delle primarie che hanno visto oltre 4 milioni votanti).Quando si qualifica il Partito Democratico come l’incontro di culture politiche diverse, dei riformisti, di un partito nuovo aperto alla democrazia dal basso e non mortificato dalle nomenclature dei partiti si devono avere comportamenti coerenti. Non si può liquidare i consiglieri, che avanzano obiezioni di metodo sulla mancata consultazione su temi importanti per la Città, con un pochissimo democratico e per nulla educato “…..minus quam merdam”. Chi ha a cuore un Veneto radicato nei suoi valori deve impegnarsi a consolidare, con po’ di coerenza e trasparenza, una comune base etica. Su questa precondizione politica si può avviare un radicale rinnovo della classe dirigente che abbia al centro il bene comune ed il senso della giustizia.Cacciari è da almeno una quindicina d’anni è il “grande vecchio” del Comune di Venezia e della Regione sul versante del centro-sinistra.In questo arco di tempo non è riuscito a motivare una adeguata classe dirigente! Ha collezionato tanti incipit: il Ponte, Partito dei sindaci, Movimento del Nordest, Democratici, Margherita….. Non è però mai sceso in campo sporcandosi le mani, rischiando di perder ma almeno di fare chiarezza. La imminente stagione dei congressi della Margherita è un occasione eccezionale, non riduciamola ai soliti equlibrismi per una unanimità di facciata che serve a mantenere alla guida del partito chi è abbonato da anni alla sconfitta

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