Lettera aperta a Beppe Grillo

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Caro Beppe,

questa lettera aperta ha l’obiettivo di essere uno stimolo critico per ciò che stai facendo da anni, per il prosieguo del lavoro che –a giudicare anche dai risultati del blog- ti riesce tanto bene: il comico.

Usi spesso dire che trovi umoristico il fatto di essere contatto da politici in cerca di consiglio o di una spalla solida su cui piangere la disperazione di essere emarginati nonostante l’impegno e l’onestà.

Devo dire che condivido il tuo giudizio sul lato umoristico e paradossale della questione.

Il punto però è un altro.

In questa desolata landa di idee vetuste, ingiustizie e povertà intellettuale che sta diventando il nostro paese è quantomai urgente provvedere ad un ricambio della classe dirigente, anche in senso generazionale. Il problema è che non esiste ad oggi quello che potremo definire impropriamente un centro di gravità capace di coagulare le proposte alternative in un progetto organico e a lungo termine, capace di dare voce a quello che –ancora impropriamente- potremmo chiamare il partito degli scontenti, il primo partito nazionale in termini numerici. E per centro di gravità non è da intendersi un condottiero senza macchia e senza paura o un leader, ma semplicemente un canale di accesso alla possibilità di sottoporre al voto degli italiani una visione del futuro contenente proposte alternative per lo sviluppo socio-culturale del paese.

La marmitta in ebollizione rappresentata dalla partecipazione ai tuoi spettacoli e al tuo blog sta per esplodere, deve assolutamente trovare uno sbocco prima di sfiammare, non si può continuare ad incitare le persone a dare fiducia all’alternativa se poi in cabina elettorale l’alternativa non si può barrare con una croce perché non c’è, non è tra i cavalli in corsa su cui si può scommettere.

“Questo blog e la Rete mi stanno prendendo la mano” dici “Sono ormai fuori dal mio controllo. Non so come andrà a finire, cosa succederà , ma potrò (potremo) comunque dire che ne valeva la pena. Andremo insieme verso la catastrofe…ma con ottimismo”. Non ti pare manchi qualcosa? Si copula, ma non si arriva mai all’orgasmo, e in questi casi –loda la schiettezza- che cazzo ce ne frega dell’ottimismo?

La tua scelta di continuare a fare il comico e non entrare nella marcia palude della politica è una scelta che spetta a te e solo a te, e nessuno potrà comunque mai dire che non ti sei prodigato a sufficienza per fornire informazione non filtrata, che è sinonimo di libertà, o che non hai agito concretamente per cambiare il deprimente status-quo nazionale.

Lo stimolo critico di cui parlavo all’inizio è il seguente: fonda un partito Beppe, non dovrai fare per forza il politico. Fonda un partito, raccogliamo tutte le energie positive e propositive che negli ultimi anni sono andate formandosi ed arriviamo in Senato e in Parlamento “buttando fuori dai coglioni” il maggior numero possibile di quelli che ci risiedono per interessi che non corrispondono a quelli della collettività.

Se ci riuscissimo, poi a ridere saremmo molti di più di quanti siamo oggi, e sarebbe la più straordinaria performance comica mai vista a memoria d’uomo.

 

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