Il fotogiornalismo tra realtà e rappresentazione

by

una delle foto incriminate di Schneider

Patrick Schneider, fotografo del quotidiano Charlotte Observer è stato licenziato <http://www.mytech.it/digitale/fotocamere/articolo/idA028001066345.art>
con l’accusa di aver alterato i colori di alcune immagini destinate alla cronaca.
L’episodio <http://zonezero.com/editorial/octubre03/october.html#>
pone una questione molto interessante, specialmente nell’epoca della fotografia digitale e del fotoritocco. Il fatto è che il tumultuoso quanto repentino passaggio dall’analogico (pellicola) al digitale (sensori) e ai relativi software per la post-produzione, sposta il nucleo della questione dalla “fotografia in sé” alla “produzione dell’immagine in quanto immagine”.
Intanto sfatiamo un mito: la post-produzione, il “fotoritocco” sono sempre esistiti. O qualcuno si illude che gli scatti di Cartier Bresson <http://www.henricartierbresson.org/>
uscissero pubblicati così come mamma li aveva fatti? E, ora che la camera oscura è diventata “chiara” (leggi Photoshop”) le cose sono diventate addirittura più semplici per gli implacabili mistificatori d’immagini. Anzi, le principali tendenze della fotografia contemporanea vanno verso la manipolazione dell’immagine, il neo-pittorialismo, il fotoritocco, la rappresentazione iperbolica del reale attraverso espedienti e lavorazioni successive dell’immagine digitale (uno per tutti: David Lachapelle <http://www.davidlachapelle.com/advert/babyphat_03.shtml>). Questo nel campo della “fotografia d’arte”.
Venendo al vero nucleo della questione: che problematiche pone il fatto succitato in relazione alla fotografia di cronaca? Il presupposto di chi ha licenziato lo sventurato fotografo è senza dubbio che la fotografia debba rappresentare il reale “così com’è”, senza interpretazioni o aggiunte di qualsivoglia tipo… io stesso ho lavorato per oltre un anno per un riconosciuto giornale di cronaca locale la cui filosofia esplicita era di non dare risalto alle fotografie. Le immagini erano considerate poco più che didascalie ai pezzi scritti. Approccio completamente anacronistico nella società dell’immagine. Più volte io e i miei colleghi abbiamo visto escluse dalla pubblicazione le migliori immagini dei nostri servizi perché “troppo belle”. Ovvero l’immagine di cronaca non può avere un valore estetico in quanto il bello distrae dalla sostanza, dalla realtà così com’è.
Vedete, il fatto è che la fotografia viene storicamente introdotta nei quotidiani e nella cronaca (prima c’erano le vignette) principalmente con una funzione ostensiva: “ecco vedete, è andata proprio così come racconta l’articolo”. Similmente alla fotografia scientifica la foto rappresenta la prova oggettiva, materiale, del fatto avvenuto. Un esempio per tutti, la fotografia  giornalistica diretta e d’ispirazione poliziesca di Weegee <http://www.catpress.com/fotorepo/fotfot/weegee.jpg>, che immortalò fatti e misfatti della New York degli anni 40 e 50. Dunque la fotografia come riproduzione del mondo “così com’è”. Ma anche e soprattutto in Weegee quello che dovrebbe essere il presupposto del fotogiornalismo era semplicemente e mirabilemente uno stile, un linguaggio espressivo.
Dal canto mio penso che una concezione “realistica” dell’immagine, specialmente nella cronaca, risulti non solo limitante e sorpassata, ma anche ipocrita rispetto alle reali procedure di produzione della stessa. Il fatto è che la “realtà così com’è” è pressoché inesistente nella fotografia di cronaca. Al di là dei filtri dell’interpretazione soggettiva data dal fotografo (angolatura, ottica e quant’altro) si aggiunge la rappresentazione oggettiva, cioè presente nella scena per vari motivi anche indipendenti dalla volontà del fotografo (si sa che davanti all’obiettivo diventano tutti attori) siano essi di parata, editoriali, ideologici etc. Lo stesso pompiere che sta spegnendo l’incendio può mettersi a favore di camera o addirittura può far finta di spegnere un incendio perché il fotografo è arrivato tardi, i politici si mettono in posa, i soldati fanno finta di morire colti da una fucilata, i bambini fanno cheese, le stanze vengono riarredate, i finanzieri distribuiscono magliette, “ma con la scritta ben in vista mi raccomando”, le scene vengono preparate, allestite, i gruppi fanno finta di suonare perché il fotografo ha fretta e deve spedire la foto in redazione entro le 9, i tavoli di discussione fanno finta di lavorare e poi quando se ne va il fotografo iniziano davvero. Spesso le foto di cronaca comportano dei veri e propri set. Possa piacere o no ma questa è la prassi quotidiana.
Vi racconterò un aneddoto, una specie di “segreto del mestiere”… la maggior parte dei fotografi di calcio, ad esempio, tiene in serbo una serie di palloni con la luce da varie angolature da incollarsi nei contrasti in cui il pallone sia già uscito di scena. Chissà quante volte avremo visto Inzaghi incornare un pallone che in verità era già tra le mani del portiere… Da fotografo di cronaca io stesso vi posso assicurare che non è mai uscita un immagine dal mio archivio che non fosse stata ritoccata (taglio, livelli, bilanciamento colore sono il minimo della pena). Se così non fosse i giornali che tutti i giorni compriamo in edicola sarebbero semplicemente inguardabili.
Ora, visto e sentito tutto ciò non resta che prendere atto di una cosa: la fotografia, anche e soprattutto di cronaca, non restituisce il reale così com’è. La “Realtà” è la vera e propria utopia del fotogiornalismo (come del giornalismo). A mio avviso (e la penso diversamente da molti colleghi) la questione della “realtà” va saltata a piè pari e se deve esservi un’etica della fotografia di cronaca, dell’immagine come notizia, questa deve rivolgersi sempre e comunque secondo diversi gradi ad una rappresentazione del reale. Bisogna prendere atto che dietro l’immagine c’è il più delle volte un cospicuo lavoro di rappresentazione.

Una Risposta to “Il fotogiornalismo tra realtà e rappresentazione”

  1. Lorenzo Pezzato Says:

    La stessa parola “informazione”, d’altronde, viene da “mettere in forma”, cioè preparare per una determinata fruibilità. Se non è ritocco questo……

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger cliccano Mi Piace per questo: