LaNonFugaDeiCervelli

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Esistono in questo paese sacche di impenetrabile conservatorismo, un analfabetismo progressista che poco giova allo sviluppo di un popolo. Ma forse non potrebbe essere altrimenti in un paese che non si dedica alla tutela del proprio immenso patrimonio artistico per l’importanza che ha, ma solo per non trovarsi con le pive nel sacco tutelando quanto prodotto in tale senso negli ultimi 50 anni.Un passato glorioso è la migliore panacea per una stasi contemporanea. Nazionale di calcio a parte, naturalmente.La banalità del tutto uguale a come è sempre stato è talmente dominante che oggi neanche tifare Ghana riesce a elevare l’individuo da quella banalità, all’orizzonte solo paludi dalle acque viscose come il petrolio greggio.A breve una scadenza quasi fatua, il referendum –senza quorum- per l’approvazione (o meno) della cosiddetta Devolution. Da un’analisi sommaria parrebbe tutto si risolvesse nel decidere se dare più potere alle Regioni e se attuare il famigerato Federalismo Fiscale. Tra le pieghe poi i volenterosi scoprono radicali modifiche ai poteri del Presidente del Consiglio –aumentati- e del Presidente della Repubblica –diminuiti-, modifiche sulle modalità di elezione del Premier, le norme “antiribaltone”, e così via.Un sondaggio efficace potrebbe cercare di far emergere la profonda ignoranza dei cittadini a riguardo della Costituzione della Repubblica in cui vivono, allora viene spontaneo chiedersi come si possa decidere di modificare qualcosa che si ignora.C’è però da considerare che la Bicamerale per le Riforme è prodotto dell’epoca di Berlinguer, per una società moderna che si muove alla velocità delle connessioni satellitari è equivalente al Giurassico. I decenni passano e la puzza di vecchio nelle Istituzioni aumenta a dismisura, per chi è abituato a giocare con le stesse regole da mezzo secolo diventa difficile accettare di cambiarle. In questo immobilismo si palesa la corrente conservatrice che spazza Senato e Parlamento da destra a sinistra, estremi compresi.Avviare una riforma, per quanto sbagliata la si possa giudicare, è un dato di fatto in sé. Rompere il vetro di una finestra con un sasso provoca certamente un danno, ma se dentro quella casa gli abitanti stavano soffocando intossicati dall’anidride carbonica emessa da loro stessi, allora il danno diventa relativo.Se prevalesse il SI al referendum, potrebbe darsi che il meccanismo ossidato si rimetta in moto, diventando un altro dato di fatto in sé.È innegabile che frequentando qualunque struttura della Pubblica Amministrazione si abbia la sensazione di essere tornati indietro all’epoca sabauda, soprattutto quando ci si sente spacciare la marca da bolla virtuale per una conquista tecnologica. C’è una spaventosa necessità di rinnovamento, c’è una questione Sud-Italia sempre aperta, ci sono milioni di argomenti ed altrettante idee per affrontarli, peccato le idee non stiano nelle teste di chi governa.E non è la sindrome del cittadino medio, del Governo ladro e inetto, molto più semplicemente gli elementi migliori della nostra società che provengono da generazioni successive gli anni ’70 non hanno alcuna intenzione di avvicinarsi e farsi coinvolgere nella Politica, nel Giornalismo, nella Televisione o nell’Imprenditoria.Chi è cieco continui a gridare alla fuga dei cervelli, ma il fatto è che i cervelli ci sono, sono sottocasa. Come le soluzioni a molti problemi, del resto.

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