VENEZIA E I BALCANI: riflessione per svelare la falsità di futuri anatemi…

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Il 9 maggio festeggiammo in questo blog la festa dell’Europa. Lo facemmo in tono minore visto le difficoltà incontestabili che il progetto europeo sta affrontando. A pochi giorni da quella data continuano a fioccare notizie poco rassicuranti, a partire dalla decisione di “rallentare” l’ingresso di Bulgaria e Romania. E domenica si vota un referendum in Montenegro fondamentale per i futuri equilibri dell’Adriatico e dei cosiddetti Grandi Balcani. Non voglio certo mettermi a fare geopolitica da strapazzo, ma bisogna stare attenti che i Balcani non si avviino nuovamente verso percorsi violenti.
Feci un viaggio in Serbia un paio di anni fa e la situazione era, per usare un eufemismo, depressa economicamente e moralmente. Dobbiamo fare di più, e mi chiedo Venezia cosa possa fare. Le parole su Venezia ponte verso l’oriente, o sull’Adriatico come “regione tra le più coerenti ed omogenee” (Braudel), o la bella definizione sempre dell'Adriatico come “il mare delle vicinanza e dell’intimità" (Matvejevic), vorrei lasciarle in secondo piano. Preferirei domandarmi cosa possono fare, non tanto il governo della città, ma la cittadinanza veneziana per sostanziare queste "citazioni" che spesso concludono la nostra riflessione su Venezia e i Balcani.
Non ho un idea precisa, sto scrivendo a getto… però in questo viaggio che ho qui ricordato incontrai diverse associazioni che in Serbia stavano cercando di strutturare progetti più o meno limitati, più o meno ambiziosi… e allo stesso tempo mi domando: dal mio ritorno coso ho fatto per “aiutarli” –e non mi riferisco a invio di denaro o altre amenità simili, ma il pensare a forme di collaborazione strutturate e bidirezionali-? Beh non ho fatto niente… se la situazione nei Balcani degenerasse nuovamente questa volta anche io sarei colpevole…

Per chi fosse interessato ad approfondire i “balcani e dintorni” mi permetto di segnalare http://www.osservatoriobalcani.org/ , un ottimo punto di partenza…

Una Risposta to “VENEZIA E I BALCANI: riflessione per svelare la falsità di futuri anatemi…”

  1. Daniele romano Says:

    Molto interessante. Il fatto che i Balcani siano una realtà così complessa e contemporaneamente vicina a noi, spesso non ci impedisce di ignorarla cordialmente! Eppure è un intreccio affascinante di vicende e di storie diversissime tra loro; per questo la zona balcanica mantiene il fascino della “terra di confine”, con il suo essere crocicchio di vie e di popoli. Vorrei segnalare due riferimenti: il primo è il libro “Tre uomini in bibcicletta” di Rumiz e Altan (Feltrinelli), l’altro è il sito del Settore Educazione alla Pace e alla Mondialità della Caritas (http://www.caritasroma.it/settori/sepm/sepm.asp), che mantiene vivi i suoi contatti con alcune realtà locali nella ex Jugoslavia.

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