Immortali

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Tra i molti suggerimenti per una edilizia “sostenibile” si sprecano le proposte di legge o di regolamenti comunali che prevedano la costruzione di “tetti-giardino”. Nel lontano 1929 Le Corbusier e Jeanneret, in un intervento a quattro mani Analisi degli elementi fondamentali del problema della "maison minum", scrissero parlando dell’abitazione popolare ideale “sarà creato un nuovo piano utile: quello dei tetti-giardino! Quali conseguenze dal punto di vista dell’utilizzazione!”. In questo stesso blog si "suggeriva" di abbattere un po’ di Venezia in quanto ecomostro (postato del 3 aprile)… l’idea mi pare sempre buona, infatti mi chiedo da profano assoluto in materia: perché non si poteva almeno attuare l’idea del tetto-giardino alle nuove case costruite alla Giudecca?

2 Risposte to “Immortali”

  1. Michele Brunello Says:

    Ridurre la sostenibilità ai tetti giardino è una semplificazione nazional-popolare. (Semplificando) Le Corbù ha generato, pur rispettando e garantendo a tutti luce-aria-sole in linea teorica, i mostri di cemento che riempono le nostre periferie, e proponendo un’archiettura unica basata sul cemento armato che fosse riproducibile in ogni dove. Solo alla fine della sua vita è rinsavito, andando contro le sue regole, e costruendo la splendida cappella di Ronchamp e diventando il cantore poetico della nuova India costruendo i palazzi istituzionali di Chandigar.. Purtroppo dietro ciò che si definisce sostenibile oggi, c’è un astuta operazione demagogica che vuole spostare l’attenzione dell’urbanistica a delle moraliste regole ecologiche, e tralasciare i veri nodi della città contemporanea e delle regole del vivere assieme. Il tutto è inoltre appoggiato dall’industia edilizia che vuole sfondare nuovi mercati con la bioarchitettura e i “tetti-giardino”… creando solamente, ripeto, un’operazione demagogica, poichè i dettami del risparmio energetico e della qualità della vita si ottengono in altra maniera. Ben venga una cultura della sostenibilità e “maledetta” la demagogia sostenibile. D’altronde: tu ritieni sia più sostenibile Venezia ed il suo essere eco-mostro, o Milano 2 che rispetta molti standard sostenibili e ha addiritura le strade e i palazzi chiamate con i nomi degli alberi?

  2. giuseppe sacca' Says:

    indubbiamente per rendere le nostre città sostenibili non basta un po’ di verde sui tetti… però male non farebbe! il post era volutamente minimalista… lo slogan W la cultura della sostenibiità maledetta (anche senza virgolette) la demagogia sostenibile mi pare del tutto appropriato! E i tetti-giardino mi pare rientrino nella prima parte dello slogan, se la sostenibilità di esaurisse unicamente in quello allora senza ombra di dubbio cadremmo nella demagogia. Su Milano 2 francemente non so… non la conosco, magari ci faccio un salto, cerco di capire com’è inserita nella urbanistica milanese e poi scrivo.

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