Suicidio e libero arbitrio

 

Il suicidio non è reato, e non solo perché sussiste l’oggettiva impossibilità di processare l’imputato.

Allora dovrebbe essere reato l’impedire un suicidio. Reato di leso libero arbitrio.

Se non posso disporre della mia stessa vita, infatti, a che servono tutti gli altri diritti che da questo discendono? Una modifica della situazione giuridica, anche se favorevole (da esempio qualcuno mi vuole regalare un appartamento), non può avvenire senza il consenso dell’interessato, dunque anche l’impedimento del suicidio non dovrebbe essere consentito senza il consenso del suicidando.

Sostenere che la vita è un dono e che perciò non appartiene al soggetto che la vive è una teoria ultrafideistica che mette i brividi, per quanto si avvicina al delirio di onnipotenza. Il credente non ha alcun diritto di imporre la propria visione se non a sé stesso, e può liberamente decidere di non togliersi la vita per alcuna ragione, nemmeno quando questa vita dipende direttamente ed irreversibilmente da una macchina. Per tutti gli altri, però, deve essere fatta salva la medesima libertà, anche se di opposto orientamento.

E fanno bene i giudici a non voler intervenire nella questione, perché il vuoto di democrazia deve essere colmato dalla Politica, con un intervento immediato e di grande buonsenso, superando le contrapposizioni ideologiche e le ingerenze vaticane. Chiunque abbia visto soffrire un proprio caro sa bene che la dignità umana e la dignità della vita sono un valore di gran lunga superiore a qualche anno di sofferta sopravvivenza, qualcun altro si è addossato la responsabilità di non firmare per impedire l’accanimento terapeutico e lasciar andare la persona amata. Il Legislatore ora si prenda la responsabilità di portare giustizia, perché abbiamo smarrito il senso di grandezza delle cose.

Lascia una Risposta