La famiglia, le famiglie
È curioso che si ostacolino i processi per riconoscere le famiglie di fatto e le convivenze con la motivazione dell’attentato alla famiglia naturale. Probabilmente non ci si rende conto che non c’è più nulla cui attentare, la famiglia tradizionale basata sul matrimonio è ormai solo una delle molteplici forme con cui si manifesta il vincolo sentimentale tra esseri umani.
Non fosse vero, qualcuno dovrebbe spiegare a chi sono destinate le decine di migliaia di unità immobiliari che spuntano come funghi devastando il paesaggio e l’ambiente. Appartamenti microscopici con giardini grandi quanto uno strappo di carta igienica, habitat ideale per il single o per i due sperimentanti la convivenza in attesa di decidere se la stessa sia transitoria o meno.
La società è cambiata, e non si può che prenderne atto. Magari senza ritardare altri cinque anni. Chi vuole difendere la famiglia tradizionale pensi a come fare per ridurre lo stress quotidiano di un soggetto impiegato in un lavoro qualsiasi, pensi a come ridargli tempo libero per tessere relazioni sociali, pensi a come stimolare la voglia di procreare elevando la qualità della vita e gettando le basi per un mondo più giusto, pensi ad agire, invece che ad essere ipocrita.
Paradossale che molti di quelli che sostengono questa posizione intransigente in Parlamento poi siano i primi a trovarsi in situazioni familiari “equivoche”, magari divorziati e nuovamente genitori entro una convivenza.
L’esistenza genera di continuo situazioni nuove, coppie si formano e si dividono, individui prima si amano e poi desiderano non vedersi mai più, e non c’è nulla di scandaloso in ciò.