Consiglio a tutti di leggere il pezzo sul sito di Repubblica di Rodotà (costituzionalista) sulla questione dei diritti in internet – ovvero internet come spazio pubblico, nonchè il rapporto tra internet e politica (si veda il caso di Microsoft che minaccia di rivedere la sua presenza in Cina, ponendosi così come interlocutore politico svincolato dagli stati nazionali). Forse, dopo la crisi della politica e degli stati nazionali, le nuove potenze del mondo si stanno ricostituendo nella World Wide Web. Ma non sia chiameranno più questa volta Stati Uniti, Russia etc. -forse Microsoft, Google). Ma un’ipotetica Carta dei diritti su internet, come è stata intrapresa ad Atene in una conferenza organizzata dall’Onu va per definizione oltre le procedure tradizionali delle convenzioni internazionali “con gli sherpa dei ministri degli esteri che producono una bozza da sottoporre poi all’approvazione all’Assemblea generale delle Nazioni Unite”. Paradossalmente l’ideologia libertaria della prima fase pionieristica di internet è diventata una posizione di retroguardia, di avvallo delle situazioni in cui i diritti in rete sono compromessi, delle violazioni della privacy e del controllo.