Che dire dell’ennesimo articolo sui giornali locali che rimanda a un ultimatum riguardo l’ultimazione del Ponte di Calatrava?
La vicenda racchiude diversi aspetti interessanti e provo ad elencarne alcuni:
1- Il ponte è stato subito visto con sospetto dai Veneziani, che con lungimiranza dicevano che sarebbe stato il ponte celebrativo di Cacciari e di un cambiamento di prospettive sulla città che invece non ci sarebbe stato. Infatti nel frattempo si sono bloccati i lavori di quei cantieri che facevano di Venezia “un grande Cantiere di rinnovamento urbano, forse il più grande in Europa” (parole dell’assessore D’Agostino nel ‘99). La nuova sede IUAV di Miralles ne è un esempio… il cantiere è abbandonato, i finanziamenti europei persi, l’area non si sa bene cosa diventerà e l’architetto è pure morto.
2- Le vicende burocratico-amministrative legate al ponte sono esemplificative della perversione che il potere assume quando governa da tanti anni una città ( a prescindere dalla parte politica). Basti pensare che dopo il primo stop ai lavori, il comune non ha nominato direttore dei lavori (cioè il rappresentate che dovrebbe salvaguardare e controllare il cantiere per conto del committente, cioè il comune) il dirigente in capo , Dott Scibilla… ma ha avuto la brillante idea di “subappaltare” la direzione lavori ad uno studio di Milano di 3 architetti che pochi mesi dopo, vedendo l’aria che tirava, hanno saggiamente chiuso lo studio e sono spariti. Quindi non c’è nessuno su cui rivalersi per le inanedempienze da parte del comune (cioè bando d’appalto inadeguato e mala gestine del cantiere). Perchè il comune si è dato la zappa sui piedi così? Perchè l’ing Scibilla sopracitato andava in pensione dopo poco, e non sia mai macchiare la carriera di chi ha gestito con tanta competenza le trasformazioni della città così bene per anni (basta vedere piazzale Roma). Quindi niente responsabili nella struttura interna del comune, che intanto paga perchè i soldi si sa bene che a Venezia “piovono”.
3- La vicenda è anche emblematica di una classe imprenditorale ormai inadeguata rispetto alle dinamiche globali. La vicenda è semplice. C’è un’impresa di Pordenone che è l’avanguardia delle costruzioni in acciaio, la Cimolai (per intenderci quella che ha fatto gli stati olimpici ad Atene proprio di Calatrava). Ma oltre a questa eccellenza, che non ha partecipato alla gara per i troppi impegni internazionali, il resto sono ditte come la Lorenzon, di San Donà di Piave, che ha preso in subapalto dalla Cignoni (di Rovigo, vincitrice dell’appalto), tutte le opere metalliche. Ma la Lorenzon non dispone della conoscenza e la tecnologia per fare un lavoro del genere. La Lorenzon però è una tra le imprese più”politicamente” influenti, quindi si è portata a casa il subappalto pensando alla veneta:” ghe pensi mi”. Risutato è che forse le saldature andavano bene per le pensiline dei capannoni di San Donà, ma per una struttura che viene calcolata al computer e che ha un elevato grado di complessità bisogna lavorare in un altra maniera. Risultato sono le carte bollate tra la Cignoni, che ha girato l’appalto, e la Lorenzon che non ha saputo fare l’opera. Risultato è che l’opera costa molto di più e che la Lorenzon, se passate in autostrada a San Donà, ha una bellissima sede nuova (con una pensilina stratosferica)… ma il ponte non c’è. Arriverà. Lo hanno rismontato e rifatto le saldature come bisignava (cioè al laser con una macchina che non credo avessero prima, forse neppure conoscevano).
Lo pagheremo tutto. Montaggio, somntaggio, rimontaggio, colaudi vari, costi di cantiere etc. etc..
Si ricorderà come il ponte di Cacciari. Ma la città sarà contenta del nuovo simbolo della “rinascita”? A me pare più un simbolo di continuità di un incompetenza di una classe di potere, che tra l’altro è più o meno la stessa dagli anni ‘70 /’80 ad oggi. Non è nemmeno colpa loro (politici, imprenditori, funzionari)… mi fanno anche un pò pena… ma non credo si orientino più nel mondo contemporaneo. Le incompetenze è vero che ci sono sempre state ma oggi è più facile trovare qualcuno che ti sostituisca e sia più bravo di te. Basta essere flessibili.