C’è un luogo del pensiero – un luogo dei più classici – in cui l’estetica si incontra felicemente con l’etica e il giudizio. Kalos kai Agathos, ovvero il bello e buono “ della Grecia Classica ed in particolare di Platone, che non stava tanto ad indicare l’incontro accidentale della bellezza con la bontà, quanto la loro inscindibile coesistenza, il reciproco e costante rispecchiamento: tutto ciò che è bello (”calos”) è anche vero e buono (”agathos”), e viceversa.
Quando ci avviciniamo alla pratica dell’arte contemporanea, alla città o alla politica, dovremmo forse apprendere a cercare il bello in ciò che è buono. E viceversa. Scopriremmo dunque che non si dà buona idea che non sia anche a suo modo bella, perché la sua intima struttura, la sua più profonda essenza risuonano armonicamente con il mondo terreno e quello delle idee. Verrebbe da sé che le belle città sarebbero anche buone, ma ove queste risultassero solamente belle forse sarebbe il caso di valutare se non siano anche un po’ “cattive”. Cattiva anche l’arte poco bella, non tanto rispetta a canoni estetici a priori, quanto rispetto a quel senso della indispensabile futilità dell’arte che ne fa la funzione di tutte le funzioni – la funzione trascendentale. Non può dunque che avere a che fare con l’arte una vita ben vissuta, ma senza misurare la vita sull’arte (puro estetismo narcisistico), quanto piuttosto distillando a gocce la seconda dalla prima. Sia detta arte anche la buona politica e i bravi amministratori artisti. Ma quelli cattivi (e brutti) siano per sempre condannati all’inferno del buon gusto, cacciati negli ultimi gironi dei bureau a rimestare carte e smistare bustarelle da cui emana il puzzo macilento della non-vita. Essi in fondo non esistono, perché sono non-cittadini di una non-città, talmente brutta da non potersi vedere. Artisti invece i tecnici e i tecnologi, ma solo quelli nella cui opera respira l’embrione di un’idea, di una buona idea ovviamente. Sia detto artista chi ben vive e dell’arte non si cale, con buona pace dell’arte e degli artisti contemporanei. Forse è lui il miglior cittadino, il paladino della bella polis che verrà.