IL PROFONDO VENETO CHIAMA L’ONU

By bepivenezian

Poco tempo fa abbiamo riportato come StudioPlano -nel suo piccolo- cerchi di rendere Venezia una città contemporanea, fornendo una copertura a banda larga senza nessun tipo di restrizioni. Ma Venezia sta bene! Infatti anche se non gratuitamente, tutti noi possiamo avere un collegamento ADSL a casa. Ma in Veneto? La situazione è disarmante.


Basti pensare alla provincia di Treviso, una vera e propria gruviera. Ma perfino Jesolo: è sufficiente allontanarsi dal centro e adieu ADSL. E questo sarebbe il Veneto del terzo millennio? Sarebbe bello riuscire ad imbastire un bello sciopero antitelecom: le paghiamo il canone, ma non fornisce un servizio adeguato di ammodernamento della rete. Se non sbaglio i vertici Telecom hanno sempre detto che il canone è loro dovuto perché così possono mantenere le linee che tutte le altre compagnie usano! Beh se le mantengono così siamo apposto… Ma mi chiedo: i nostri amministratori non sentono la necessita di fornire ai loro concittadini la possibilità di non soccombere al cosiddetto digital divide? Le Nazioni Unite si sono mobilitate per il raggiungimento di un obiettivo fondamentale: permettere che l’accesso alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione diventi un servizio a disposizione di tutta l’umanità. Bene, dovrebbero venire anche in nel profondo e “modernissimo” Veneto. Nel frattempo chi ha i “schei” può pagarsi i circa 300 euro (+ un fisso al mese) di attivazione richieste da imprese capaci di montare tecnologie wireless… gli altri mandano email agli assessori di turno sperando di trovare qualcheduno capace di comprendere l’importanza dell’argomento. I miei genitori hanno casa a Roncade (TV) e l’assessore di turno dorme!

3 Risposte a “IL PROFONDO VENETO CHIAMA L’ONU”

  1. lorenzopezzato Dice:

    Anche io abito a Roncade, e pare si stia riuscendo a portare a termine l’operazione. Per ulteriori info si può visitare http://www.roncade.it

  2. bepivenezian Dice:

    Ho dato un’occhiata al link. Quello che sta facendo Roncade è proprio quello che stigmatizzavo io: fornisce ad un’azienda scelta non si sa come la possibilità di impiantare antenne nel territorio comunale e i bravi cittadini devono pagarsi tutto il resto (a prezzo di mercato sono appunto i 300 euri a cui facevo riferimento) Un comune serio dovrebbe o obbligare la telecom a fornire il servizio (qualche cosa mi dice che tutte le utenze del Comune sono Telecom quindi un’arma di pressione la detiene) o ancora meglio allestire da se una rete wifi. Io non sono un sistemista, ma il Comune se volesse potrebbe rendersi indipendente da qualsiasi fornitori affinché tutti i suoi cittadini possano collegarsi ad un impianto WIFI a modiche cifre. Nel 2006 l’ADSL è come l’acqua: un servizio base che gli utenti dietro a un prezzo minimo per il sostentamenteo della rete devono poter avere. E magari far partire progetti di alfabetizzazione per la popolazione. Il piccolo comune potrebbe quindi tramutare un vincolo in un’opportunità. E non affidare i cittadini a nuove telecom con canoni, spese di gestione esorbitanti ecc. L’amministrazine di Roncade sta facendo un errore madornale, e considerando che è uno dei pochi comuni della marca trevigiana ad essere guidata dal centro-sinistra la cosa mi fa arrabbiare ancora di più! (e il sindaco, Simonetta Rubinato, è stata appena eletta Senatrice!) Comunque visti i riferimenti espliciti a un’amministrazione comunale mi è parso doveroso e corretto inviare una email all’assessore competente per vedere se è intende unirsi alla discussione.

  3. bepivenezian Dice:

    ovviamente l’assessore di turno non si è fatto sentire… complimenti… w la trasparenza e la partecipazione!

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