Consiglio Comunale del 3 luglio. Commemorazione di Wladimiro Dorigo. Foto di Edoardo Luppari/STUDIOPLANO.
Vengo a sapere solo oggi che il 1 luglio è mancato Wladimiro Dorigo. Esponente di primo piano della sinistra DC condusse lotte politiche con grande energia… e le perse praticamente tutte. Fu un grande fautore della seconda zona industriale e voleva anche la terza per correggere gli errori negli assetti proprietari di Porto Marghera. Sognava una Porto Marghera di PMI. Ma soprattutto fu tra i primi a interpretare in termini organici il rapporto Venezia – Mestre. Quando si scriverà una storia documentata dell’idea della Venezia metropolitana, il suo nome non potrà mancare. A livello nazionale grande risonanza ebbe la rivista da lui diretta QuestItalia. Fondamentale l’attività dell’ASAC sotto la sua direzione, ancora oggi la direzione più efficace che sia dato di ricordare.
Forse i suoi contributi più importanti a Venezia, più che le azioni politiche, sono stati i suoi studi. Riallacciandomi all’idea di Edoardo di ricreare in questo blog una sorta recensioni e/o chiose alla letteratura su Venezia, per, credo, creare una mappa ragionata di quello che si scrive su Venezia, vorrei segnalare, ripromettendomi “recensioni” più particolareggiate due libri di grande spessore: 1. La legge contro Venezia: natura, storia, interessi nella questione della città e della laguna, 1973 un libro nato sull’onda dell’approvazione della legge speciale su Venezia che colpisce per la profondità e lo spettro degli argomenti utilizzati (oramai è fuori commercio, ma reperibile in tutte le biblioteche veneziane e non solo. Per chi ne volesse possedere una copia, ha possibilità di trovarla nella libreria accanto alla chiesa dei Miracoli) 2. Venezia romanica : la formazione della città medioevale fino all’età gotica un libro monumentale in tutti i sensi che aiuta a chiarire il perché della forma urbis veneziana.
Una nota di colore che chiarisce il metodo di lavoro utilizzato da Wladimiro Dorigo in politica come nelle ricerche storiche: quando lavorai presso l’Istituto di Storia della Società e dello Stato Veneziano della Fondazione Cini, il direttore Giovanni Benzoni, mi raccontò di come Dorigo per scrivere alcuni suoi interventi si rifugiasse nel suddetto istituto e fosse capace di ore e ore di lavoro indefesso, intervallato solo da qualche veloce caffè e un breve passeggiata per il giardino della Cini.
Io non conoscevo Wladimiro Dorigo, ma di certo Venezia sentirà la mancanza di una persona capace di scrivere libri documentati e di impegnarsi fino allo stremo nella vita politica cittadina.