Questa notte è spirato Gianni Pellicani. Me lo hanno comunicato questa mattina con un SMS… e ho provato una fitta al costato. Per uno della mia generazione (classe 1976), ho subito pensato essere una reazione esagerata…
Io non l’ho mai conosciuto, ne l’ho visto muoversi da protagonista nell’agone politico, però nei libri sì che ho incontrato il suo nome. Non solo perchè consigliere comunale del PCI per trent’anni, ma perchè vicesindaco nella famosa giunta Rigo-Pellicani che tanto ha significato per Venezia, ma anche per le strade che ha anticipato/accompagnato a livello nazionale. E dopo quella giunta venne il pentapartito e l’era De Michelis (semplificando brutalmente). Il suo nome mi è anche noto per le sue battaglie in parlamento a favore della Legislazione Speciale per Venezia. Infine se l’aeroporto Marco Polo è oggi il terzo aeroporto d’Italia lo dobbiamo anche a Gianni Pellicani che lo ha guidato con mani sicure per diversi anni.
Insomma è un uomo politico di un’altra generazione, cui la scomparsa non può e non passerà inosservata: quando si compieranno degli studi sulla Venezia nel secondo dopoguerra il suo nome comparirà tra quello dei protagonisti.
Ragionandoci la fitta al costato è stata una reazione più che giustificata davanti alla scomparsa di un protagonista indubbio, nel bene e nel male, della politica veneziana al quale voglio, con queste poche righe, rivolgere il mio primo e ultimo saluto.foto: archivo storico dell’ufficio stampa del Comune di Venezia.

21 Aprile, 2006 alle 10:06 pm |
mi accodo: l’ho conosciuto quel poco che bastava per capire che di quella pasta, nella cosiddetta politica politicante, non se ne trovano più
23 Aprile, 2006 alle 4:20 pm |
concordo al di fuori di ogni retorica nel tributare a Pellicani un ricordo ammirato. Politico onesto ed esempio di indipendenza intellettuale. Ho conosciuto la sua segretaria personale per 15 anni… mi ha assicurato che oltre che ammirevole era onesto sotto tutti i punti di vista.. in anni in cui l’onestà intellettuale e non solo era un pregio molto raro. Eppoi si può dire che fosse forse l’unico (e l’ultimo) che aveva una visione forte di città nella modernità, che nel bene e nel male è stata perseguita con la mobilitazione di tutte le forze sociali possibili. Inoltre era uno dei pochi personaggi di sinistra veneti che hanno sfondato a livello nazionale, a dire dei vecchi molto più efficacemente e autorevolmente che il nostro Cacciari di oggi.